Aprire un ristorante all’estero è un sogno di molti, che evidenzia non soltanto la volontà di smarcarsi da un’economia nazionale percepita spesso come troppo stagnante, ma anche quella di esplorare nuovi Paesi ed esportare l’eccellenza tipica della cucina italiana.

Chiunque si ponga la possibilità di aprire un ristorante all’estero, tuttavia, dovrebbe sempre tenere presente una serie di considerazioni preliminari necessarie a muoversi in modo corretto, tanto a livello legale, che economico, che strategico e organizzativo.

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Il settore gastronomico legato al Made in Italy sembra trovare riscontro positivo in quasi tutti i Paesi del mondo, e ovunque non risulta affatto complicato individuare potenziali clienti alla ricerca di piatti tipici e sapori tradizionali – a patto, naturalmente, che la proposta sia di ottima qualità. Ricordiamo infatti che la cucina italiana è percepita ovunque come una vera e propria arte, e che aprire un ristorante all’estero, da Londra a New York, da Madrid all’Australia, dovrà tenere sempre in considerazione l’esigenza di proporre prodotti di livello superiore. La concorrenza, infatti, è presente e potrebbe rivelarsi decisamente agguerrita.

Teniamo poi presente che i ristoranti italiani all’estero sono, nella maggior parte dei casi, ben integrati nelle diverse realtà locali, e dunque tengono conto dei contesti sociali e territoriali nei quali operano. Secondo una ricerca condotta nel 2016, infatti, l’84% dei ristoratori italiani all’estero riferisce che la maggior parte dei clienti sono residenti del luogo, mentre i turisti (italiani o stranieri) rappresentano il target primario di meno della metà degli esercenti (40%).

Aprire un ristorante all’estero dovrà poi tenere conto della tipologia di cliente che, statisticamente, sarà più attratto dall’attività e questo è di norma appartenente alla fascia sociale media o alta: in generale, il cliente-tipo della nostra attività è consapevole del prestigio della cucina italiana e presta particolare attenzione sia alla qualità della location che a quella della proposta gastronomica. Non solo: di norma il cliente-tipo è anche un estimatore della tradizione italiana e la conosce, perché si è recato nel nostro Paese almeno una volta.

Aprire un ristorante all’estero: su cosa puntare, quindi?

Su cosa puntare dunque quando si sceglie di aprire un ristorante all’estero?

Se la vostra proposta si focalizza sulla gastronomia tipica e tradizionale di specifiche regioni o territori, spingere sul concept del Made in Italy e dei prodotti nostrani e locali potrebbe rappresentare un ottimo punto di forza. Tuttavia, è importante che questo concetto venga trasmesso dall’attività in toto:

  • Nella qualità degli ingredienti
  • Nello stile degli ambienti
  • Nel capitale umano
  • Nella passione e motivazione
  • Nell’offerta enogastronomica in sé

Un altro fattore di assoluta importanza del quale sarà necessario tenere conto riguarda poi la capacità di comprendere profondamente aspettative, abitudini, tradizioni e gusti del Paese di destinazione. Questo tipo di approccio è quello che caratterizza anche tutte le cucine straniere in Italia che, nelle migliori attività di ristorazione, sanno sempre integrare al loro interno le peculiarità tipiche della loro clientela.

Conoscere il luogo in cui si decide di aprire un ristorante è dunque una condizione essenziale per avere successo, e per questo è sempre consigliato di vivere nel Paese almeno per qualche mese prima di dare il via alla propria idea imprenditoriale.

Dove aprire un ristorante all’estero?

Secondo una recente statistica condotta dalla Banca Mondiale sono almeno dieci i Paesi in cui l’economia risulta in crescita o che comunque si presentano ricettivi a nuove attività. Queste nazioni potrebbero dunque rivelarsi ottimali per aprire un ristorante all’estero.

Il punteggio è stato calcolato attraverso una serie di parametri e discriminanti che tengono in considerazione tempi e costi di apertura dell’attività, capacità di far rispettare i contratti, modalità di avviare e concludere rapporti lavorativi e via discorrendo.

La classifica indica come favoriti per aprire un ristorante all’estero i seguenti Paesi:

  • Singapore
  • Nuova Zelanda
  • Danimarca
  • Norvegia
  • Regno Unito (Londra)
  • Finlandia
  • Stati Uniti (New York, ma anche Los Angeles e altre grandi metropoli)
  • Australia
  • Canada
  • Canarie (Spagna)

aprire ristorante all estero

Aprire un ristorante a New York, Londra, Madrid

Per aprire un ristorante a New York, Londra, Madrid e più in generale in qualunque città o Paese estero di destinazione si desideri investire dovremo considerare tutti i parametri riportati finora in questo articolo.

Vale dunque la pena investire tempo (e, ovviamente, anche un po’ di budget) per conoscere meglio la nazione in cui desideriamo dare vita alla nostra idea imprenditoriale, prendendo confidenza con le regole, le leggi e le normative di soggiorno che la contraddistinguono e che, lo ricordiamo, sono uniche per ciascun Paese.

Allo stesso modo, focalizziamoci in modo preciso e puntuale sulla mentalità dei nostri possibili clienti, sulla location che potrebbe rivelarsi ideale per il nostro ristorante, e sulla proposta gastronomica che potremo presentare in considerazione di una potenziale concorrenza: quale nicchia di mercato dovremo occupare?

Ricordiamo sempre che una permanenza a New York, Londra, Madrid o in qualunque Paese estero nel quale desideriamo aprire il nostro ristorante ci insegnerà molto di più di qualunque teoria su carta.

“Cerco socio per aprire attività all’estero”: come procedere

Per aprire un ristorante all’estero, la ricerca di un socio è spesso uno dei fattori determinanti per la buona riuscita del progetto imprenditoriale. Tuttavia, è essenziale che anche questo passo venga compiuto con la massima cautela e assoluta attenzione.

Il socio è un partner imprenditoriale che dovrà infatti condividere con noi oneri e onori della nostra nuova attività, e che dunque dovrà essere degno della nostra fiducia e ricambiarla appieno.

Nella ricerca di un socio per aprire un’attività all’estero, vi consigliamo sempre di individuare un partner che:

  • Condivida la vostra idea imprenditoriale e la completi con idee virtuose alle quali voi non avevate pensato
  • Sia degno di fiducia non soltanto da un punto di vista professionale ma anche umano
  • Possa apportare un reale valore aggiunto alla vostra attività
  • Conosca la professione, le caratteristiche specifiche del Paese di destinazione o, meglio ancora, entrambi
  • Sappia condividere e suddividere mansioni e operazioni
  • Sia dotato di capacità di lavorare in team
  • Sia appassionato e motivato nel suo lavoro
  • Sia deciso ad affrontare le “montagne russe” che sono tipiche di tutte le nuove attività

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