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Parliamo di numeri, dei numeri che contano.

Quando si parla di mercato della ristorazione in Italia è bene segnalare che 177 mila sono le imprese che erogano servizi di ristorazione (bar, ristoranti, mense), 8 mila le nuove attività, 113 miliardi il fatturato generale del settore ristorazione (+ 1,8% rispetto all’anno precedente): cifre piuttosto rassicuranti, no? Certamente, sì.

I consumi degli italiani aumentano, è un dato di fatto. E a guidare la ripresa economica sono i bar e i ristoranti: lo rivela il rapporto annuale Ristorazione 2017 della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi).

Nonostante la produttività sia rimasta sempre la stessa, la ristorazione, con oltre 41 miliardi di euro di valore aggiunto, si conferma un mercato in crescita: il terzo in Europa, dopo Regno Unito e Spagna.

Il rapporto Fipe, i cui dati si riferiscono al 2016, rivela che le famiglie italiane, per mangiare fuori, spendono oltre 83 miliardi di euro (il 3% in più rispetto all’anno precedente), mentre i prezzi sono rimasti sotto controllo.

Il mercato c’è e premia le idee vincenti, bisogna solo sapere quali.

Ristorazione: i fattori di successo

Se vuoi aprire un ristorante, le premesse ci sono. Sono 39 milioni gli italiani maggiorenni (di cui 13 heavy consumer) che consumano abitualmente un pasto fuori dalle mura di casa, sia che si tratti di colazione, pranzo, cena o semplice aperitivo dopo il lavoro.

Questo significa che gli italiani spendono, soprattutto in settimana (pranzo di lavoro).

Come rivela il rapporto Ristorazione della Fipe, nel 2016, i consumi fuori casa del Belpaese hanno raggiunto quasi il 36% dei consumi alimentari complessivi, determinando anche una forte crescita del tasso di occupazione.

Nonostante l’andamento positivo del settore, però, il turnover resta piuttosto elevato. Nel 2016, sono state più di 15 mila le imprese che hanno avviato una nuova attività di ristorazione, ma nel frattempo oltre 26 mila sono state costrette a chiuderla.

Il trend di crescita rimane positivo, la fiducia nel settore è diffusa, ma i numeri non mentono: non tutti gli imprenditori ci riescono.

Secondo alcuni di quelli intervistati, gli aspetti che concorrono maggiormente al raggiungimento del successo dell’azienda sono di carattere organizzativo piuttosto che economico-finanziari.

Ad assumere valore decisivo nella gestione dell’attività, cioè, è la capacità professionale e di gestione efficace del personale, da selezionare con grande attenzione in base a competenza, esperienza, passione e, soprattutto, orientamento alla soddisfazione del cliente finale.

Alcuni imprenditori hanno sottolineato l’importanza di posizionarsi bene sul mercato, saper acquisire nuovi clienti e naturalmente fidelizzare quelli già consolidati: strategie fondamentali per assicurarsi un flusso di entrate costanti.

Quanto rilevato dall’indagine della Fipe non fa che confermare quanto ribadito da tutti gli imprenditori di successo, di qualunque settore produttivo: al fine di avviare e gestire un’attività che funzioni (cioè, che non si limiti a sopravvivere), non è sempre e solo necessario fare un grosso investimento iniziale o avere conoscenze influenti, occorre avere delle fondamenta solide, capacità di leadership, una buona squadra.

Da qui l’importanza dell’alta formazione, e non solo in cucina.

Per aprire un ristorante, i requisiti professionali richiesti dalla legge sono i seguenti:

  1. aver frequentato, con esito positivo, un corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione di alimenti e bevande, riconosciuto dalle regioni
  2. aver esercitato in proprio, per almeno due anni, anche non continuativi, attività di impresa nel settore alimentare o della somministrazione di alimenti e bevande oppure aver prestato la propria opera presso tali imprese, come dipendente qualificato
  3. essere in possesso di un diploma di scuola superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola professionale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio o alla somministrazione di alimenti.

Per avere successo, oltre alle basi, occorre sviluppare competenze trasversali e complementari, come redigere un buon business plan, acquisire nozioni commerciali e di marketing, lavorare sulla propria immagine (oltre che su quella del locale), saper essere un buon leader, oltre che un capo.

Tali competenze o soft skills, talvolta sono doti naturali, altre volte sono frutto di studio e formazione ad hoc.

Anticipare il futuro: investire nelle tecnologie

L’indagine delle Fipe ha rivelato un dato piuttosto preoccupante: secondo alcuni degli imprenditori interessati, uno degli elementi meno importanti ai fini del raggiungimento del successo sarebbe l’innovazione tecnologica, come la presenza del wi-fi, il passaparola o la possibilità di effettuare ordini online.

Fattori discutibili nell’era di internet 4.0 e dei social media.

Statistiche recenti rivelano, al contrario, come le recensioni social giochino un ruolo sempre più determinante ai fini della scelta di un locale piuttosto che un altro, soprattutto tra i giovani: investire nella tecnologia è quindi fondamentale, sia al fine di aumentare la propria visibilità online, che per semplificare il processo di decisione (si pensi alla possibilità di prenotare il proprio tavolo online, ma anche di richiedere la consegna a domicilio o semplicemente di identificare informazioni di contatto basilari, come orari di apertura e chiusura) che per differenziarsi e guadagnare mercato rispetto ai competitor.

Un esempio? I social possono essere utilizzati per rafforzare il brand, facendo storytelling. Online, l’azienda può raccontare e raccontarsi, creando un rapporto di empatia e fiducia con i suoi potenziali clienti. La capacità di comunicare valore e raggiungere il giusto target è la sfida di molti imprenditori italiani, che nella tecnologia troverebbero un potente alleato per promuovere efficacemente i propri prodotti, in quella grande “piazza” del mondo che è ormai il web 4.0.
Aprire un ristorante comporta un notevole investimento, sia in termini di tempo che di denaro, e richiede passione, determinazione, impegno. I corsi di Timelab sono pensati per chi, come te, desidera aprire una nuova attività: percorsi completi e mirati in grado di fornirti tutti gli strumenti per avviare un business di successo.

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